La nostra Storia

I PRIMI 100 ANNI, E OLTRE ...

 

L’Arcivescovo di Udine, mons. Antonio Anastasio Rossi, in visita pastorale nel 1911 a S. Giorgio di Nogaro, notò in questa parrocchia di quasi settemila anime la mancanza di qualsiasi istituzione impegnata a favore della gioventù. Il vescovo allora insisté con il parroco don Massimiliano Turco perché si trovasse il modo di iniziare al più presto, anche in un ambiente provvisorio, un’istituzione che provvedesse alla cura della gioventù femminile e dei bambini. Da parte sua assicurò un concreto interessamento per poterne affidare la direzione alle Suore della Carità.
La proposta venne subito accolta. L’arcivescovo offrì la somma di 500 lire. Altrettante il parroco e la famiglia Margreth. Alcune signore offrirono biancheria, mobili suppellettili e si imposero una retta annuale di finanziamento. Dopo due anni i preparativi essenziali erano giunti a conclusione.
Giovedì 8 maggio 1913 a Milano il parroco firmava la convenzione con le Suore di Carità. Meno di due settimane dopo, la sera del 20 maggio alle 21:07, dal diretto proveniente da Venezia, scesero alla stazione ferroviaria di San Giorgio di Nogaro suor Ester Moreschi, suor Rosa Zenoni e sorella Giacomina Carlesso, accompagnate dalla Superiora provinciale di Venezia suor Clementina Azzini. Quattro giorni dopo cominciarono la loro opera. Provvisoriamente la struttura fu offerta da una delle Patronesse, Adele Magro Susan, che cedette in affitto una parte della sua Villa Arianna in via Ronchi (lo stesso edificio che dal 1929 diverrà la Casa Canonica della parrocchia). Il nome, scelto dal Patronato, fu Istituto “Principessa Iolanda”, in omaggio alla figlia dodicenne del re Vittorio Emanuele III. Subito erano state aperte le iscrizioni ed il 24 maggio una trentina di bambini erano presenti all’Asilo (per il momento arredato di sole panchine); in poco tempo diventarono 60, poi 80.

Ben presto fu chiaro al parroco che la sistemazione, benché provvisoria, non era già sufficiente ad accogliere tutti i bambini , la soluzione venne dai coniugi Margreth, famiglia udinese ma proprietaria di molta terra a San Giorgio, che mise a disposizione dell’Istituto un grande appezzamento di terreno sul quale fece costruire il nuovo edificio per l’asilo. Il 7 marzo 1914 le suore entrarono nel nuovo fabbricato in grado di ospitare tutti i bambini.

Durante la Grande Guerra lo stabile crollò a causa di una grande esplosione dovuta ad un deposito di munizioni: l’esplosione fu di tale violenza da far crollare tutto l’edificio dell’Istituto Principessa Iolanda. Non erano passati nemmeno quattro anni dal completamento della sua costruzione.
Finalmente la guerra ebbe termine, le suore fecero presto ritorno, giungendo a San Giorgio il 19 gennaio 1919. Dell’edificio dell’Istituto Principessa Iolanda era rimasto solo un mucchio di rovine, perciò le suore furono ospitate provvisoriamente in un piccolo rustico, riparato alla meno peggio, di proprietà dei conti Vucetich in via Marittima. Dopo alcuni giorni aprirono l’Asilo, servendosi di due piccole stanze incapaci di accogliere tutti i bambini, tanto che le aule furono piuttosto il portico ed il cortile.
In aggiunta alla necessità di sovvenire alle condizioni di precarietà e indigenza di molta parte della popolazione, c’era da affrontare il problema della ricostruzione. Mons. Pasquale Margreth, assieme al parroco, riuscì ad ottenere con notevole sollecitudine dal ministero il rifacimento, con qualche modificazione, del fabbricato dell’asilo. I lavori incominciarono ai primi di agosto del 1919 e già entro la fine dell’anno le suore riuscirono ad entrare nel nuovo edificio.

Nel 1923, decimo anniversario della fondazione i bambini iscritti all’asilo infantile dell’Istituto “Principessa Iolanda” erano oltre 225.
Negli anni successivi l’Istituto consolidò la propria attività; nell’aprile del 1927 una delegazione del ministero dell’istruzione visitò minuziosamente l’asilo, con un esito pienamente favorevole. Gli iscritti all’asilo erano stati 216, un quarto dei quali accolti gratuitamente. L’anno successivo l’amministrazione dell’asilo istituì, in via sperimentale, un servizio di trasporto per i bambini delle frazioni. Lo “scuolabus” è costituito da una corriera trainata da cavallo. In un primo tempo vennero servite le frazioni di Villanova e Nogaro; successivamente il servizio si estese anche ai bambini di Zellina, Boscat e Pantanali. In occasione del Natale, sempre maggior risalto acquista il presepe realizzato in asilo, tanto che si rinuncia al corrispondente allestimento nella chiesa parrocchiale.

Nel 1930 vennero eseguiti lavori di manutenzione straordinaria dell’edificio, vennero inoltre costruiti i servizi igienici. La spesa complessiva fu di 26 mila lire. Sempre nell’intorno di questi anni giunse in dono all’asilo la grande giostra che ancora oggi fa bella mostra di sè al centro del cortile, massimo desiderio di intere generazioni di bambini a venire. La giostra venne successivamente arricchita con soppalco e pedana in legno realizzati da Giovanni Fabris, in segno d’affetto per le suore e l’asilo.
Lo scoppio della seconda guerra mondiale pose nuovamente l’asilo e le suore al servizio dei bisogni più essenziali. In quegli anni l’asilo fu soggetto a diversi bombardamenti aerei, a causa della sua vicinanza alla linea ferroviaria. Ciò nonostante divenne un punto di riferimento per tutti i poveri del paese e di coloro che erano in cerca di cibo e a volte di alloggio, e le suore si premuravano di procurare loro il necessario. Una famiglia indigente di sette persone venne

ospitata per parecchio tempo prima di poter trovare un’altra sistemazione. La preoccupazione principale delle suore era trovare cibo sufficiente per tutte le necessità, considerato anche che i bambini presenti in asilo erano sempre in numero di 250-280. Ogni giorno venivano cucinati due pentoloni di minestra e veniva distribuito latte in polvere; venivano preparate anche le “formagge” con le patate e il latte in polvere, oppure venivano cucinate le rape grattugiate con un po’ di zucchero, in modo da ottenere una marmellata da mettere sul pane.
Al termine della guerra, la Pontificia Commissione di Assistenza aprì nell’Asilo per alcuni anni un Refettorio per la distribuzione dei pasti ai poveri ed ai disoccupati. La sua conduzione fu affidata alle suore, che preparavano giornalmente cento razioni di minestra.
I successivi anni della ricostruzione post bellica riguardarono anche le strutture l’Asilo, che avevano la necessità di essere ampliate. Tra il settembre del 1948 e l’aprile dell’anno seguente vennero costruite due nuove grandi aule ad ovest del fabbricato principale, mentre nel biennio 1952-53 il progetto fu completato con la realizzazione di una terza aula e di un locale per i servizi igienici in posizione di raccordo tra l’edificio preesistente e le nuove aule. Venne inoltre demolito il vecchio locale adibito a gabinetti. Tutto il nuovo complesso fu solennemente inaugurato il 21 novembre 1953 in occasione della celebrazione di due anniversari concomitanti: il quarantesimo di fondazione dell’Asilo ed il cinquantesimo di sacerdozio del parroco Enrico Da Ronco.

L’Asilo infantile, nel corso dei primi anni settanta, affrontò una crisi per le forti spinte alla laicizzazione della scuola materna, in un periodo in cui molti asili parrocchiali erano stati ceduti ai comuni o agli enti pubblici. Tuttavia, di fronte alla concreta prospettiva di perdere quel patrimonio di valori, di impegno e di identità che l’asilo delle suore ormai rappresentava per la maggior parte della comunità sangiorgina, sorse spontaneamente una mobilitazione a difesa della natura e della missione dell’Istituto Maria Bambina. Ci furono assemblee ed incontri che portarono nel 1975 alla costituzione di un’Associazione di laici e di genitori per la gestione della scuola materna che, pur rimanendo un’istituzione parrocchiale, veniva affidata ad un consiglio di durata triennale formato dal parroco, dalla direttrice della scuola e da cinque genitori eletti in assemblea plenaria da tutti i genitori degli iscritti. In continuità con lo spirito del 1913, lo statuto dell’Associazione affermava che “scopo della suola materna è quello di educare i bambini della zona, di favorirne la crescita fisica, intellettuale, sociale, morale e religiosa, facendo salvi i principi di una retta educazione umana e cristiana”.

L’Associazione ha retto l’Asilo per più di trent’anni, grazie all’appoggio e all’impegno di tante persone di buona volontà, con il sostegno dei contributi pubblici e privati e della inesausta disponibilità e dedizione delle suore. In questo periodo alcune insegnanti laiche, dipendenti della scuola, vanno ad affiancare le suore nella didattica. Gli spazi vengono ulteriormente ampliati mediante la costruzione di una nuova aula e di una palestra. Vengono ingranditi ed adeguati i servizi igienici, rinnovati gran parte dei serramenti e rammodernato tutto l’appartamento delle suore, compresa la vecchia aula della scuola di lavoro. Anche l’offerta educativa viene arricchita,con l’istituzione di una sezione pre-materna per bambini dai 18 mesi in poi, che trova collocazione attraverso un altro intervento di ampliamento dell’edificio.Nel corso degli anni il quadro normativo di riferimento sull’associazionismo andava mutando. Lo statuto avrebbe dovuto essere modificato nella parte dedicata agli organi di governo e gestione dell’Associazione, con particolare riguardo alla loro formazione, che avrebbe dovuto avvenire esclusivamente in modalità elettiva. Non sarebbe stato possibile quindi assicurare la presenza di figure di riferimento come quella del parroco, della superiora o di altri, espressione dei valori fondanti l’esistenza stessa dell’Asilo. Era potenzialmente a rischio l’essenza del progetto originario che aveva connotato quasi cent’anni di impegno per la comunità. L’assunzione di responsabilità di fronte a questa novità non tardò ad arrivare. Nell’agosto 2006 l’assemblea dei genitori votò all’unanimità lo scioglimento dell’Associazione. La parrocchia assunse nuovamente in prima persona la conduzione della scuola materna “Maria Bambina”, con il supporto di un comitato di gestione dove manteneva la sua presenza una componente eletta dai genitori. Questa nuova fase si esprimeva in un rinnovato impegno nelle attività: vengono istituiti i servizi di pre e post accoglienza, una sezione primavera per l’accoglienza dei bambini dai trenta mesi d’età; viene costruita una nuova aula ed una sala insegnanti; e poi ancora il rifacimento della cucina e, prossimo, degli spazi esterni…


Siamo oltre i 100 anni…
Dall’anno scolastico 2000/2001 la scuola è divenuta paritaria con il Decreto prot. 3088/183 del 05/06/2001
La scuola è associata alla FISM di Udine ( Associazione delle scuole Autonome dell’Infanzia).